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CARCINOMA MAMMARIO E ATTIVITA’ FISICA

CARCINOMA MAMMARIO E ATTIVITA’ FISICA

Il carcinoma mammario, sembra essere uno dei più reattivi alla terapia motoria. Sono impressionanti i risultati di alcune ricerche internazionali che consegnano all’attività fisica, unita ad una corretta alimentazione, un ruolo rivoluzionario nel campo della prevenzione primaria e secondaria.
Ce ne parla Luciano Gemello, docente universitario e imprenditore di successo del territorio torinese, uno dei più noti personal trainer di Torino e forse d’Italia; il suo ultimo libro, “La ginnastica da divano”, scritto con il figlio Stefano, è già un best seller.

Il tumore della mammella risulta essere la neoplasia più frequente, per quanto riguarda il sesso femminile, in tutto il mondo. I dati più attendibili sono riportati dall’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro per mezzo di GLOBOCAN: nel 2008 si sono diagnosticati 1.380.000 casi di carcinoma mammario in tutto il mondo.
Ecco cosa succede in Italia:

  • 47.000 diagnosi di tumore alla mammella nel 2012
  • 29% di tutte le diagnosi tumorali (I° posto tra le donne in termini di frequenza)
  • 40% di tutte le diagnosi tumorali in donne con età < 49 anni
  • 35% di tutte le diagnosi tumorali in donne con età compresa tra i 50 ed i 69 anni
  • 20% di tutte le diagnosi tumorali in donne con età > 70 anni

Secondo i dati ISTAT il carcinoma mammario  ha procurato 11.916 casi di morte nel 2007 inserendosi al primo posto tra le cause di mortalità oncologica con una impressionante percentuale di 16,9 tra i decessi causati da tutti i tipi di tumori nel nostro paese. I dati AIRTUM lo certificano anche come principale causa di morte oncologica in tutte le fasce di età:

  • 30% tra tutte le cause di morte oncologica età < 50aa
  • 21% tra tutte le cause di morte oncologica età compresa tra i 50 ed i 69 anni
  • 13% tra tutte le cause di morte oncologica età > 70aa

A Torino il tumore al seno uccide una media di 237 donne ogni anno.

Grazie alla maggiore informazione ed educazione sanitaria delle donne, il carcinoma mammario è oggi sempre più diagnosticato in uno stadio in cui la malattia presenta clinicamente una diffusione limitata, ancora priva di localizzazioni metastatiche a distanza e permette, quindi, di intervenire rapidamente a livello chirurgico.

Finita la fase invasiva, che prevede anche una parte chirurgica ricostruttiva, incomincia quella riabilitativa che deve riportare la persona a tutte le sue funzionalità fisiche e psicologiche. A seconda del tipo di intervento chirurgico adottato l’attività fisica deve adattarsi per quanto riguarda la progressività, la tempistica di rimargine dei tessuti interni e il coinvolgimento graduale di corpi muscolari spesso non rimasti completamente integri.

Attività fisica, nuovamente attività fisica, fondamentale per il recupero della propria autonomia e completezza motoria. Ma non è tutto qui. Quello che la ginnastica può fare è molto di più.

Attività fisica, non solo per il recupero funzionale articolare e muscolare dopo interventi di carcinoma mammario ma anche per scongiurare la comparsa di recidive. Una percentuale che va dal 10 al 35% delle donne trattate per carcinoma mammario incorrono, infatti, in recidive loco-regionali che spostano l’aspettativa di sopravvivenza a 5 anni, soltanto al 52%. Leggete qui di seguito i dati bibliografici a proposito.

  • Nel 2007 il report del W.C.R.F. (World CancerResearch Fund) indica l’obesità favorita da uno stile di vita sedentario, come causa molto importante per l’insorgenza di forme tumorali.
  • Lo studio DIANA, tutto italiano, iniziato nel 1995 e coordinato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (dott. Franco Berrino) e dall’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, suggerisce che l’attività fisica e la riduzione del peso corporeo aiutano a prevenire sia il cancro al seno che le sue recidive. I dati del 2014 (DIANA 5) sono importantissimi: 41% di recidive in meno su soggetti che hanno seguito un programma di corretta alimentazione e adeguata attività fisica.
  • Un gruppo di esperti incaricati dalla FAO (Food and Agricultureorganization) e dall’WHO (World Health Organization) hanno prodotto un risultato molto vicino a quello del 2007 del WCRF. La riduzione del peso corporeo e l’aumento dell’attività fisica sono indicati come i principali fattori su cui intervenire per quanto riguarda la prevenzione delle patologie tumorali (2003).
  • Nelle linee guida dell’ ACS (American Cancer Society) “Nutrition and Physical Activity Guidelines for Cancer Survivors”, edizione aggiornata nel 2012,  gli autori dettano informazioni nutrizionali e di attività fisica per le persone che sono sopravvissute a un tumore.
  • Nurse’s Health Study Cohort ha terminato (1989-2004) un follow up di 15 anni su 2987 persone indicando un incredibile 50% di recidive in meno per i malati che, dopo l’intervento, si sono allenati una media di 5 volte / settimana.

Non solo ginnastica per evitare recidive. Secondo le stime dell’OMS (Organo Mondiale della Sanità) la scarsa attività motoria è il quarto fattore di rischio di mortalità. Ogni anno sono attribuibili alla carenza di attività fisica oltre 3 milioni di decessi (6% del totale delle morti). La scarsa attività fisica è considerata causa del 25% dell’insorgenza di tumori al seno.

In letteratura molte sono le ricerche che si occupano di prevenzione; grandi risultati sono stati ottenuti sulla determinazione di cosa è meglio fare per diminuire la percentuale di probabilità di essere vittime di tumori o come prevenire recidive nel caso in cui la patologia abbia già avuto una sua prima apparizione. L’attività fisica è, in tutti i testi del mondo, argomento fondamentale di prevenzione a tutti i livelli. Lo stimolo alla produzione ormonale (endorfine per es.) tipica di essa, il miglioramento del sistema cardio-circolatorio e respiratorio, il mantenimento della massa magra a scapito di quella grassa, la mobilizzazione dei vasi linfatici, il ricambio idrico che procura e la conseguente eliminazione di tossine, lo stimolo osseo e l’inibizione dei relativi processi di osteoporosi, la positività psicologica che il movimento con il proprio corpo procura, sono solo alcuni degli effetti che tutto il mondo scientifico attribuisce alla “ginnastica”.  Tutti sempre pronti ad assumere farmaci, ma a giocare con il proprio corpo per guarire o, meglio, per non ammalarsi?

Incominciate con la corsa di 8 chilometri completamente a disposizione per tutte le donne “non pigre”.

Luciano Gemello, docente universitario e imprenditore di successo del territorio torinese, uno dei più noti personal trainer di Torino e forse d’Italia; il suo ultimo libro, “La ginnastica da divano”, scritto con il figlio Stefano, è già un best seller.

Luciano Gemello