Quando si sono incontrati Fulvio Bonessa e la pallavolo?
Sui banchi di scuola con i tornei d’istituto. Poi una pessima carriera da pessimo giocatore ed infine, ho iniziato dal mio amico Giannino Rinaldi, tanti anni da tecnico.

Conosci bene il Cus Torino da parecchi anni, come lo hai visto cambiare?
Il Cus, nonostante tutto, è una passione, quasi una fede (come quella che noi granata conosciamo bene). Sono approdato in questa società, nel lontano 1996; dopo una pausa di alcuni anni Vittorio Bertini, che era stato un mio giocatore nel 1996, mi ha voluto con lui per una nuova avventura. Questo è ed è sempre stato il Cus, un posto dove si creano legami con tante persone, che anche se non vedi per tanto tempo continui a portarle dentro e prima o poi ritrovi. Anche per questo motivo sono felice che mia figlia Gaia sia entrata a far parte (nella squadra di atletica) di questa mitica società.

Secondo allenatore, scoutman….consigliere: quale ruolo ti rappresenta di più?
Senza dubbio quello di secondo allenatore. Ho fatto questa scelta, e la rifarei, tanti anni fa con l’amico Andrea Ippolito che mi ha introdotto come suo secondo nel mondo della grande pallavolo. E’ un ruolo che mi ha dato l’opportunità di lavorare con allenatori come Mauro Berruto, Mauro Barisciani, Matteo Battocchio, Roberto Coscia, Dario Balsamo; a ognuno di loro ho “rubato” qualcosa e ogni anno cerco di metterlo a disposizione del coach e dei giocatori. Anche da Michele sto prelevando molte cose ma mi serve un cesto mooooolto grosso.

Si parla sempre dei sacrifici che fanno le giocatrici e mai di quelli che deve affrontare un allenatore...
È dura, non stacchi mai, esci dalla palestra ed inizi a pensare a cosa dovrai fare nei prossimi giorni, a guardar partite, a telefonare a questo o a quello/a. Se vinci hai fatto il tuo dovere, se perdi ne sei il responsabile. L’allenatore, tranne in rari casi, lo fai per passione.
Quattro gare al termine della stagione, un terzo posto da difendere e sabato arriva Cuneo. Noi ragioniamo così: non abbiamo un terzo posto da difendere ma un secondo posto da conquistare e come ci ricorda ad ogni fine partita il nostro coach Michele “fino ad ora non abbiamo ancora fatto un bel caspiterina di niente”. Sabato venite tutti, scatenate l’inferno, saremo il vostro fuoco.