Marco, cosa rappresenta per te la pallavolo?
Per me la pallavolo ha rappresentato e fortunatamente rappresenta una passione nata quasi per caso che con gli anni si è trasformata quasi in una “droga”, prima non riuscivo a smettere di giocare e ora non riesco a smettere di entrare in palestra ad aiutare ad allenare.

Questo è il terzo anno che sei aggregato alla prima squadra. Ti sei abituato alla pallavolo femminile?
Mah, devo dire che la pallavolo è sempre pallavolo, ma quella femminile ha sicuramente alcune differenze che ho fatto fatica a capire.  Adesso incomincio ad entrare più sicuro in questo mondo ancora, per me, un po’ oscuro…..

Il tuo è un ruolo che io definisco delicato perché oltre ad allenare le ragazze, per loro sei anche un punto di riferimento per consigli e “amichevoli” pacche sulle spalle. Come condividi con loro l’esperienza di quest’anno?
Direi che si sta delineando un anno fantastico, grazie a tutto lo staff ma, soprattutto, grazie alle ragazze, un mix di gioventù e esperienza in cui mi trovo a mio agio, ma più che per gli anni passati forse un po’ anche per le vittorie raggiunte fino a qui.

Oltre ad aver giocato come attaccante, gli ultimi anni della tua carriera li hai passati come Libero (e che Libero! aggiungo io!), un ruolo delicato e  “speciale”, quali consigli ti senti di dare a quelle giovani atlete che giocano in quel ruolo?
Il mio consiglio è quello che siccome è un ruolo “speciale” anche voi dovete essere “speciali” nel senso che bisogna calarsi nel ruolo al 100% e non pensare che non si fa punto con attacchi muri ecc. ma si aiuta la squadra in tanti altri modi e poi lavorare, lavorare, lavorare in palestra paga! Sempre!

Siamo quasi al termine della stagione e …..lascio a te il compito di terminare la frase…
Io tolgo il quasi perché per me la stagione sarà ancora lunga e ricca di soddisfazioni, a buon intenditor poche parole……

E’ sempre un enorme piacere averti a bordo!

DB