Michela, classe 1998, di origini astigiane ha dedicato gran parte della sua giovinezza alla pallavolo. Giovanili all’Involley, B1 ad Asti e Casale e poi l’esperienza ad Orago.

A leggere le mie prime righe si direbbe tutta casa, scuola e palestra. E’ così?
Si direbbe, ma non è propriamente così. Certo, la scuola ha un ruolo molto importante a mio parere poiché devo preparare il mio futuro, perciò dedico molto tempo a questa. Però non abbandono la mia vita sociale. Cerco di combinare tutte le cose anche se a volte mi ritrovo a studiare tutta la notte. Ma non mi dispiace, basta riuscire a fare tutto.

Quest’anno al Barricalla ritrovi Michele Marchiaro come allenatore. Com’è il tuo rapporto con lui?
Abbiamo un buon rapporto. Penso sia riuscito a far trovare alla squadra un buon equilibrio, soprattutto per quanto riguarda l'intesa e il rispetto. Siamo unite. In più, durante il programma della settimana, ritaglia un buono spazio per la tecnica. Così riusciamo a correggere anche errori individuali, oltre che di squadra.

Che cosa rappresenta per te la pallavolo?
Più volte mi sono posta questa domanda, ma non sono mai riuscita a dare una risposta. È uno sport di cui non posso fare a meno.

Quest’anno terminerai il Liceo Linguistico, hai già idea di quale Università vorrai frequentare
All'inizio dell'anno avevo le idee ben chiare riguardo questo argomento. Ma cominciando a partecipare ad orientamenti di vari percorsi di studio le mie idee sono diventate sempre più confuse. Mi piacerebbe iscrivermi ad un percorso di studi per diventare psichiatra, ma i primi sei anni di medicina mi spaventano molto. L'altra opzione sarebbe Business & Management, il percorso non sarebbe lungo quanto quello di medicina però non mi appassiona quanto psichiatria, nonostante lo trovi molto interessante. Mi aspetta una scelta difficile.

Lasciaci frugare un po' nel tuo cassetto dei sogni. Raccontaci cosa vorresti fare da grande.
Partendo dal presupposto che sono una persona molto superstiziosa, preferisco non dire mai quali sono i miei sogni o anche solo pensarci troppo perché penso porti molta sfortuna. Ho una mente contorta. Però posso dire che ogni giorno mi impegno per cercare di dare il meglio di me sia nell'ambito sportivo che nell'ambito scolastico. Pretendo molto da me stessa e vorrei raggiungere il massimo delle mie potenzialità.


DB