Romina Courroux, classe 1998, è nata a Còrdoba nell’Argentina centrale, città che si trova ai piedi della catena montuosa Sierra Chicas. All’età di tre anni si è trasferita in Italia con la famiglia e qui ha posto le sue basi scolastiche e pallavolistiche.

Romina, ti senti più argentina o italiana?
Siamo arrivati in Italia quando avevo tre anni perciò, essendo cresciuta qua, non posso non sentirmi italiana, ma il mio cuore ovviamente rimane argentino e non posso negare che, prima o poi, mi piacerebbe tornare a vivere dove sono nata.

Cresciuta nelle giovanili di Collegno sei poi andata a fare esperienze ad Asti e a Casale per poi approdare a Novara dove, lo scorso anno, hai partecipato da protagonista al campionato di B1...Hai girato parecchio nonostante la tua giovane età, che cosa ti hanno lasciato queste esperienze?
Sicuramente sono state tutte esperienze positive che mi hanno lasciato tanti bei ricordi come, per esempio, a 14 anni con l'Involley abbiamo sfiorato lo scudetto. Ricordo ancora l'agitazione e l'emozione in campo durante la finale. Un'altra grande esperienza è stata l'anno scorso a Novara, il mio primo anno fuori casa. Mi ha fatto crescere molto sia pallavolisticamente che dal punto di vista caratteriale.

Come giudichi il tuo ritorno a “casa” CUS?
Beh, qua posso dire la classica frase " Si torna sempre dove si è stati bene", per questo ringrazio tutti per la bella opportunità. Il mio ritorno al CUS lo sto vivendo come un fatto più che positivo e che mi sta molto a cuore. Ricordo ancora che da bambina ero sempre a tifare per la prima squadra e ora ritrovarmici io, e con grandi opportunità, come quella di lottare per la zona fare i playoff, è una grande emozione.

Quest’anno la maturità in ragioneria e poi…..? Hai già scelto il corso universitario da seguire?
Per la maturità manca ancora una po'! Questa è una passione che mi appartiene un po' di meno però ho già un’idea su come vorrei continuare. Mi piacerebbe andare proseguire gli studi frequentando economia aziendale.

Come ti aspetti dal futuro?
Se prendo come riferimento questo periodo che stiamo vivendo al CUS mi aspetto solo cose positive. E’ una strada in salita, dimentichiamo gli acciacchi e proseguiamo nella nostra crescita.


DB